martedì 28 luglio 2015

LETTERA DI UNA MADRE


LETTERA DI UNA MADRE

Figlio,
sono la mamma, solo e esclusivamente la tua mamma,
che stasera ha deciso di scriverti.
Si, ho voluto scrivere certe cose, perché la parola arriva e poi con il tempo
svanisce e rimangono traccie e ricordi talvolta anche distorti o consumati dal tempo,
la scrittura rimane e sempre sarà quella.
Sono una mamma, come tante come tutte, che ti ama e amerà,
per quello che sei e per quello che conti per me.
Cosa mia e tua in simbiosi eterna.
Anche stasera sono qua,
qua sotto la fioca luce di un lampione,
lo sai, lo hai capito; lo so
ma non ne abbiamo mai parlato.
Si, anche stasera aspetto, aspetto colui che sicuramente verrà,
sarà chi sarà, ma verrà!
Come tutte le sere, come tutti gli altri ennesimi giorni sarà qua,
spavaldo e sicuro dei suoi denari , del suo desiderio animale, della sua falsa spavalderia,
per comprare, come fa del resto per tutta la sua vita, quel piacere, quel misero sfogo
che non sa prendersi diversamente, che non conosce altro mezzo per averlo.
E forse parlerà soltanto, perché tanti hanno bisogno di parlare, forse magari vorrà
solo essere veloce, perché la vergogna lo assale
o forse l'uno e l'altro ma tutti per questo pagheranno.
E' il loro potere e nel profumo dei soldi
nascondono l'odore dell'insicurezza e della loro innata debolezza.
Forse qualcuno mi picchierà, qualcun altro mi offenderà, ma saranno
proprio queste gesta a farmi sentire diversa da loro, superiore.
Sono sicuri di comprare un'inferiorità, un nulla, ma non sanno che io,
proprio perchè so che loro esistono,
sono sicura e forte della mia superiorità.
Io sarò sempre io,
la mia vita, la mia famiglia, i miei affetti
so apprezzarli e tenerli lontani,
io sarò e sono sempre donna, moglie ma soprattutto mamma
e non entrerà mai nessun cliente a bussare alla porta della mia esistenza.
Io sarò ancora sotto il lampione, la sera con la nebbia e il freddo,
ma con il calore di una vera famiglia integro;
saranno loro invece che fuggiranno l'ipocrisia della normalità,
saranno loro che con i fogli di carta colorata
tappezzeranno nel tempo le pareti familiari, gli affetti, i sogni.
Non volermene, non disprezzarmi, non enunciarmi,
io sono e sarò sempre la tua mamma.

(Errebi)

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