LETTERA DI UNA MADRE
Figlio,
sono
la mamma, solo e esclusivamente la tua mamma,
che
stasera ha deciso di scriverti.
Si,
ho voluto scrivere certe cose, perché la parola arriva e poi con il
tempo
svanisce
e rimangono traccie e ricordi talvolta anche distorti o consumati dal
tempo,
la
scrittura rimane e sempre sarà quella.
Sono
una mamma, come tante come tutte, che ti ama e amerà,
per
quello che sei e per quello che conti per me.
Cosa
mia e tua in simbiosi eterna.
Anche
stasera sono qua,
qua
sotto la fioca luce di un lampione,
lo
sai, lo hai capito; lo so
ma
non ne abbiamo mai parlato.
Si,
anche stasera aspetto, aspetto colui che sicuramente verrà,
sarà
chi sarà, ma verrà!
Come
tutte le sere, come tutti gli altri ennesimi giorni sarà qua,
spavaldo
e sicuro dei suoi denari , del suo desiderio animale, della sua falsa
spavalderia,
per
comprare, come fa del resto per tutta la sua vita, quel piacere, quel
misero sfogo
che
non sa prendersi diversamente, che non conosce altro mezzo per
averlo.
E
forse parlerà soltanto, perché tanti hanno bisogno di parlare,
forse magari vorrà
solo
essere veloce, perché la vergogna lo assale
o
forse l'uno e l'altro ma tutti per questo pagheranno.
E'
il loro potere e nel profumo dei soldi
nascondono
l'odore dell'insicurezza e della loro innata debolezza.
Forse
qualcuno mi picchierà, qualcun altro mi offenderà, ma saranno
proprio
queste gesta a farmi sentire diversa da loro, superiore.
Sono
sicuri di comprare un'inferiorità, un nulla, ma non sanno che io,
proprio
perchè so che loro esistono,
sono
sicura e forte della mia superiorità.
Io
sarò sempre io,
la
mia vita, la mia famiglia, i miei affetti
so
apprezzarli e tenerli lontani,
io
sarò e sono sempre donna, moglie ma soprattutto mamma
e
non entrerà mai nessun cliente a bussare alla porta della mia
esistenza.
Io
sarò ancora sotto il lampione, la sera con la nebbia e il freddo,
ma
con il calore di una vera famiglia integro;
saranno
loro invece che fuggiranno l'ipocrisia della normalità,
saranno
loro che con i fogli di carta colorata
tappezzeranno
nel tempo le pareti familiari, gli affetti, i sogni.
Non
volermene, non disprezzarmi, non enunciarmi,
io
sono e sarò sempre la tua mamma.
(Errebi)
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